La penna è più potente della spada, e decisamente più comoda per scrivere...
 

La Parda Flora in Blog

eriadan's Thin(k/g)s

Il Blog de l'insjengner

Autoritratto dell'autore da giovane

Coconut Island

Io sono Leon

Perchè non si devono dare per scontate le conquiste delle generazioni passate, perchè in ogni momento la libertà individuale può essere messa in gioco. Mettiamoci in gioco.

Blog Rosso

Get Fuzzy

Scrivo anche su MI-BLOG

 
 

La Categorie di questo Blog:

ali ditalia
cattivi maestri
cronache di pizzogno
disarmo
domenica pomeriggio
galateo minimale pontino
incipit
pangur ban
parole
pensieri
spezzatino

 

Hanno già ascoltato
il blues di Bucky in:
  

*loading*


Forse...

02/07/2009

forse, dopo avere lavorato giorno e notte (gratis) per una certa elezione (che peraltro è andata molto bene, ti ricordi quell'sms notturno nel quale dicevi che "era più bello dei sogni più belli", forse avrei voluto saperlo direttamente, avrei voluto che rispondessi al cellulare, che mi/ci dicessi cosa desideravi fare, dopo...



hai rilasciato le prime dichiarazioni non concordate col gruppo di lavoro, è giusto, non eri un burattino, ma un team leader... ma c'è un leader e c'è un gruppo che, ora, si guarda attorno smarrito per uno strano cambiamento che confonde e addolora...



ridevamo dicendo che il "ticket" era quello si paga per ritirare le supposte... ma il ticket l'hai incassato e alla grande...



ricordi quando mi chiamavi, la notte, dall'autostrada, perché ti si chiudevano gli occhi o perché, in fin dei conti, come noi tutti, avevi una paura boia che tutto andasse a remengo?



oggi ti leggo dai giornali e  mi pari un'altra...



l'ennesima delusione da parte di un mondo di politica che speravo potesse tornare ad interessarmi, ma che, evidentemente, non è proprio fatto per me...



merda, sai, perché eravamo forti e ci siamo inventati un fenomeno che ha fatto parlare la nazione senza una cazzo di lira, solo con le nostre trovate di volponi, la tua faccia, e la voglia di tornare a contare qualcosa...



stasera sei online e non sai che cosa dire e io, angelo, massimo e gli altri chattiamo stupiti per il telefono che non suona più... stupiti da quanto siamo stati scemi, amica mia, perché "compagna" non si usa più, ce lo siamo detti subito...



d'altronde se dovevi andare a portare la borsa di un dc, non potevamo che essere "amici"...


(ovviamente ogni riferimento a persone o fatti realmente esistiti è puramente casuale, io non ho mai collaborato alla campagna di alcuno...)  

 buckybkatt ha postato alle 00:26 | link | commenti | pensieri, cattivi maestri

 

 


Wind of change... please blow for us...

01/07/2009

I follow the Moskva

Down to Gorky Park

Listening to the wind of change

An August summer night

Soldiers passing by

Listening to the wind of change

The world closing in

Did you ever think

That we could be so close, like brothers

The future's in the air

I can feel it everywhere

Blowing with the wind of change 

Take me to the magic of the moment

On a glory night

Where the children of tomorrow dream away

In the wind of change

Walking down the street

Distant memories

Are buried in the past forever

I follow the Moskva

Down to Gorky Park

Listening to the wind of change

Take me to the magic of the moment

On a glory night

Where the children of tomorrow share their dreams

With you and me

Take me to the magic of the moment

On a glory night

Where the children of tomorrow dream away

In the wind of change

The wind of change blows straight

Into the face of time

Like a stormwind that will ring

The freedom bell for peace of mind

Let your balalaika sing

What my guitar wants to say

Take me to the magic of the moment

On a glory night

Where the children of tomorrow share their dreams

With you and me

Take me to the magic of the moment

On a glory night

Where the children of tomorrow dream away

In the wind of change

 buckybkatt ha postato alle 16:05 | link | commenti (1) | parole, pensieri, disarmo

 

 


Le irregolari

26/06/2009

Ero triste e, purtroppo, assolutamente sobrio.

Sotto il braccio sinistro tenevo un voluminoso pacco rettangolare.

Il destro era impegnato a sostenere l'ombrello che mi riparava da una pioggia fitta e sottile.

Mi trovavo esattamente al centro di Plaza de la Costituciòn e osservavo i movimenti delle guardie che presidiavano il portone centrale del palazzo della Moneda.

Non potei fare a meno di pensare che avevano le stesse divise e le stesse facce di 23 anni prima.

Anche la piazza era la stessa: sulle facciate bagnate dei palazzi, risaltava lo stucco con cui avevano riempito centinaia di fori dei proiettili esplosi il giorno del golpe.

Improvvisamente la pioggia cessò.

Raccattai un po' di coraggio e mi avviai in direzione del palazzo.

A circa quaranta metri dal portone, appoggiai a terra il pacco e iniziai a scartarlo.

Con gesti nervosi estrassi un enorme "radione".

L'avevo comperato poco prima, in un frequentato negozio del centro; ero entrato e avevo chiesto il più potente.

Alzai gli occhi verso il palazzo e incontrai lo sguardo aggrottato di un paio di carabineros.

Dalla tasca del giubbotto, estrassi un Cd e lo infilai nell'apposito scomparto.

Chiusi gli occhi e premetti il tasto play.

Il volume era al massimo.

Tre secondi di silenzio, poi esplose la voce recitante di Ricky Gianco: "Questa canzone racconta la storia di uno che era giù, molto giù...credo che più giù di così non si possa essere e infatti Fango ebbe un padre negro e una madre pellerossa l'una e l'altro lo lasciarono davanti a un portone era l'Università di Heidelberg, forse di Jena... Un leggio ebbe per culla, e un libro per la cena..."

Nel frattempo i militari erano diventati otto.

Un tenentino batteva nervoso il frustino sui lucidi stivali di cuoio.

I sottoposti invece battevano i tacchi.

Sui loro volti erano stampate espressioni poco cordiali.

Il pezzo durava quattro minuti esatti, forse ce l'avrei fatta, forse no...

"Quando fu più grandicello fece un salto a Leningrado e si mise a lavorare in una fabbrica di sogni lui voleva fare un uovo tutto rosso e levigato ma in programma erano cubi con lo stemma dello Stato..."

Un minuto ed otto secondi.

Tutto dipendeva dal tenentino.

Col frustino mi intimava ad abbassare il volume.

Io lo guardavo e scuotevo la testa.

Non potevo farlo: avevo dato la mia parola.


Questo è l'incipit de "Le irregolari" del caro Massimo Carlotto. Libro da leggere, decisamente...


 buckybkatt ha postato alle 13:46 | link | commenti | parole, pensieri, incipit

 

 


Amici

19/06/2009

Dopo tanto ritorno con qualche foto, come ai vecchi tempi, mentre l'idiota al piano di sopra gioca a fare il grande compositore con i ritmi preimpostati del suo sintetizzatore...







 buckybkatt ha postato alle 23:39 | link | commenti (3) | pensieri